Il sistema camerale e i servizi innovativi

La storia del sistema camerale affonda le proprie radici nell’innovazione.

Era il 1974 quando il prof. Mario Volpato (matematico, presidente della Camera di commercio di Padova) immaginò (e realizzò) un sistema per mettere in rete nazionale i “centri di calcolo” dislocati presso le singole Camere di commercio.

Da quella visione – quando internet era ancora al di là da venire – nasce quella che oggi è Infocamere, la società del sistema camerale che gestisce in modo
integrato le piattaforme telematiche più importanti, a partire dal Registro delle imprese.

In questi ultimi anni il sistema camerale è stato capace di mettere a sistema una piattaforma standardizzata su base nazionale per la gestione del SUAP
(Sportello Unico delle Attività Produttive accessibile da www.impresainungiorno.it ) a supporto dei Comuni che non sono in grado di gestire direttamente tale funzione.

Nel corso del 2015 è stato implementato un servizio per la gestione della fatturazione elettronica a favore delle micro imprese nei confronti della Pubblica amministrazione. Ora tale possibilità è stata estesa anche nei rapporti tra imprese con la riduzione degli oneri di comunicazione nei confronti dell’Agenzia delle entrate.

Ma il sistema camerale guarda anche al futuro e a nuovi servizi, tra cui ad esempio la gestione di smart contracts basati sulla tecnologia blockchain (su cui è basata la criptovaluta Bitcoin),  che fa intravedere enormi potenzialità nell’implementare un sistema che, a partire da un “contratto tipo” – già gestiti dalle Camere di Commercio http://www.contratti-tipo.camcom.it/ – arrivi fino a gestire la fase di esecuzione del contratto e della sostanziale eliminazione delle possibilità di un contenzioso, in quanto il contratto (un oggetto programmabile dal punto di vista informatico) può avere come caratteristica peculiare “l’autoesecutività”.

Sul piano dell’identificazione le Camere di commercio sono in prima linea già dal 2000 con il rilascio della firma digitale a cui ora si affianca un sistema più “agile” e accessibile anche da device mobili come lo SPID (Sistema pubblico di identità digitale), che ora consente la definizione di una credenziale (user id e password a cui si affianca un sistema OTP one time password, del tutto simile a quello in uso nel sistema bancario).

Anche nella diffusione della PEC (Posta elettronica certificata) le Camere hanno svolto un ruolo determinante in quanto tutte le imprese devono iscrivere e tenere aggiornata la propria casella di PEC all’interno del Registro delle imprese. In fase di rilascio, nelle prossime settimane, anche il sistema per la dematerializzazione dei libri sociali e contabili in modo da sviluppare una piattaforma che, a tutto tondo, consenta di dematerializzare i flussi informativi (fino ad oggi quasi esclusivamente cartacei) all’interno dell’impresa.

In tale contesto il ruolo degli Enti camerali sarà sempre più rilevante, anche in un processo di trasparenza delle informazioni e valorizzazione dei propri dati
anche in formato “open data” che consentirà l’integrazione delle piattaforme informative e la definizione di nuovi servizi da parte degli operatori di mercato e delle startup innovative.

Posta elettronica certificata
Posta elettronica certificata

Per quanto riguarda queste ultime, le Camere sono protagoniste sulla possibilità di procedere alla costituzione con un sistema di atti standard validati dal ministero dello Sviluppo economico, senza necessariamente ricorrere dal notaio. Si passa così dall’impresa “in un giorno” all’impresa in “un’ora”.

 

 di Maurizio Pirazzini
Segretario Generale CCIAA di Padova