L’Ente camerale, un sistema che funziona

Le Camere di commercio rappresentano un esempio di una pubblica  amministrazione che in linea di massima è riconosciuta dalle imprese come sistema che funziona. Ciò però non le esula da un percorso di riforma e di ammodernamento richiesto a qualsiasi soggetto pubblico in un momento storico dove la competitività del sistema Paese va accresciuta.

In questo contesto si è innestato il percorso di accorpamento tra le Camere di commercio di Rovigo e di Venezia che hanno dato origine alla Camera di commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare.

Il percorso è stato attivato il 30 luglio 2014 ed è stato il primo esempio in Italia di accorpamento tra due strutture camerali.

Quando siamo partiti non esisteva una road map dell’adempimento e così ci siamo “inventati” con il Ministero dello Sviluppo Economico, UNIONCAMERE e molti altri soggetti un percorso che ha permesso in poco meno di un anno dall’avvio della procedura di giungere alla creazione di un unico ente camerale.

Si è trattato di un percorso attivatosi sulla scorta di una vicinanza territoriale delle due realtà in particolare per ciò che concerne la costa Veneta e la portualità, alcune tematiche connesse al primario, alcuni temi legati ai distretti ed alle politiche comuni di internazionalizzazione.

Fin dall’inizio si è puntato ad un percorso che unisse le due realtà, non eliminando, ma anzi valorizzando, le originalità dei territori.

I punti di forza sono stati certamente l’entusiasmo che ha caratterizzato i sistemi economici e la struttura nel percorso.

Altro punto di forza è stata la razionalizzazione che è avvenuta nella nuova struttura con un contenimento sia delle spese di funzionamento (che sono diminuite per effetto di una razionalizzazione sui contratti di fornitura) che sulle spese di personale in quanto il numero del contingente in servizio è calato di 13 unità dall’avvio dell’operazione per effetto di pensionamenti, mobilità o dimissioni volontarie che sono state supplite con una ripartizioni dei compiti per il personale in servizio. Altro punto di forza essenziale è stato il pensare ad una politica di promozione del territorio trasversale che punti alla diffusione delle nuove tematiche ascritte agli enti camerali, come la digitalizzazione, i temi legati al mercato del lavoro, con delle azioni sinergiche sul territorio.

Un punto di debolezza (che è assieme un punto di forza) è stata la costruzione di un percorso su un terreno molto impervio dal punto di vista amministrativo
per l’avvio del nuovo ente, che ha comportato un notevole impegno.

Sempre tra i punti di debolezza (che devono però diventare punti di forza) c’è il percorso avviato per la creazione di cultura organizzativa nuova per l’Ente
che si è andato a creare, sia per gli stakeholders esterni che per il personale: stiamo lavorando per far percepire (cosa che è) che non si tratta della mera
somma di due entità per crearne una unica, ma di una realtà completamente nuova che punta a riqualificare la presenza della Camera di commercio sul territorio.

Tante volte mi chiedono (ma me lo chiedo anche io) se lo rifarei questo percorso, in modo volontaristico come avvenuto. La risposta è sì, sia come
esperienza professionale che come riqualificazione delle Camere di commercio.

Spero che molte altre Camere ci seguano e che ci si presenti presto con un nuovo modello di sistema camerale coeso ed a servizio delle imprese per lo sviluppo dell’economia.

 

di Roberto Crosta
Segretario Generale Camera di commercio
Venezia Rovigo Delta Lagunare