La “destinazione Romagna” valorizza anche Ravenna

In Emilia Romagna nei primi nove mesi dell’anno presenze e arrivi sono in forte crescita: 47,5 milioni (+1,7%) le prime e 10 milioni (+2%) i secondi. A ufficializzarlo sono i dati dell’Osservatorio sul turismo regionale che, già a settembre, vedono un superamento dei flussi di tutto il 2015, quando le presenze furono 46 milioni e gli arrivi 8,8 milioni.

Se, infatti, si tiene conto solo dei ‘segmenti’ tradizionali del turismo emiliano-romagnolo, cioè Riviera, Terme, Città d’Arte e Appennino, per il periodo
gennaio-settembre i numeri parlano di 44,6 milioni di presenze e 8,8 milioni di arrivi, rispettivamente +1,7% e +2% sullo stesso periodo dell’anno scorso.

Cosa ha determinato questo trend?
Lo abbiamo chiesto all’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini.
“Una serie di elementi ci hanno consentito di crescere anche quest’anno. L’Emilia Romagna è apprezzata a livello internazionale per la sicurezza e l’offerta turistica articolata. Siamo stati favoriti sul mercato interno grazie a prodotti turistici rinnovati e anche al meteo che ha dato una grossa mano.
Tutto questo, naturalmente, trainato da un’attività di promozione molto intensa. È stato premiato il lavoro di squadra tra Regione, Apt Servizi Emilia-
Romagna e Comuni sui fronti della comunicazione e del marketing, e quello degli operatori privati sulla promo-commercializzazione e riqualificazione
dell’offerta”.

La nuova legge sul turismo che porta il suo nome sta già sortendo i suoi effetti?
“Stiamo lavorando sulle innovazioni introdotte. In futuro in regione opereranno le “Destinazioni”. Ne sono previste tre: le province della Romagna assieme  a quella di Ferrara; Bologna Area Metropolitana con la provincia di Modena; le province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.
In pratica la Romagna si allarga turisticamente al ferrarese per via della costa e il balneare, le aree provinciali saranno il valore aggiunto della ‘Welness Valley’; Bologna e Modena città d’arte assieme alla ‘Motor Valley’; le città Reggio Emilia, Parma e Piacenza unite alle province formeranno la ‘Food Valley’.
Abbiamo alcuni riscontri positivi da questa riorganizzazione”.

È già iniziata la promozione 2017? Su quali aspetti fa perno?
“È stata avviata a fine agosto con le azioni previste da Apt. Partecipiamo a fiere internazionali, worshop, incontri con tour operator.
Puntiamo sia sui mercati tradizionali che sui nuovi. Il volo da Bologna a Dubai apre una porta verso l’Oriente e quindi su aree con grandi potenzialità e
risorse economiche. Rafforzeremo azioni come l’attività sui mercati di lingua tedesca avviata nell’estate 2016, che hanno contribuito ai positivi risultati
registrati tra gennaio e settembre di quest’anno”.

Recentemente la Regione ha lanciato un bando per progetti innovativi e riqualificazione turistica. Di che cosa si tratta?
“ La Regione stanzia quasi 15 milioni di euro per progetti innovativi di riqualificazione turistica, commerciale e culturale di imprese emiliano-romagnole, fondi che produrranno oltre 43 milioni di investimenti nei prossimi due anni. E lo fa attraverso un bando che per la prima volta mette appunto insieme tre importanti settori come turismo, commercio e cultura.
A essere maggiormente premiate saranno quelle imprese in grado di creare nuova occupazione. L’iniziativa (14 milioni e 894 mila euro l’importo dei finanziamenti) si inserisce nell’ambito del Programma operativo Por Fesr 2014-2020 e in particolare nell’asse 3, riservato alla competitività delle imprese e del tessuto produttivo.
Il bando, approvato dalla Giunta regionale il 17 ottobre scorso (pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione n.314/2016), prevede tre misure di sostegno:
una per il settore turistico ricettivo (7,5 milioni) per progetti sulla ricettività, in particolare alberghiera e all’aria aperta; la seconda per gli esercizi commerciali (4 milioni) per progetti sulle attività al dettaglio, soprattutto nei centri storici; la terza per il settore cultura (2,891 milioni) rivolta a progetti relativi a luoghi adibiti a rappresentazioni cinematografiche, teatrali e musicali.
Nell’ambito di quest’ultima misura, per la prima volta si finanzia anche la nascita dei musei d’impresa, intesi come quei percorsi o spazi-mostra voluti
dalle aziende per trasmettere il valore della cultura produttiva dell’Emilia-Romagna e in grado di creare anche una ricaduta economica sul territorio.
Sono sempre più frequenti, soprattutto all’estero, le imprese che aprono le porte ai visitatori per illustrare, in contesti dedicati, il processo produttivo e se
ne registrano di importanti anche in Emilia-Romagna (fra gli altri i musei Ferrari, Lamborghini, Ducati, Carpigiani).
Ricordo che le domande per tutte le misure dovranno essere presentate dal 10 gennaio al 28 febbraio 2017”.

Turismo ravennate: balneare, natura, città d’arte, enogastronomia, collina. Sono tanti i punti di forza. Cosa si può fare per far crescere ancora di più il
segmento turistico?
“La nuova destinazione-Romagna valorizzerà anche Ravenna. È necessario puntare sulla cultura, sui grandi eventi culturali. I soli monumenti dell’Unesco
faticano a fare anche da traino turistico. Quando parlo di grandi eventi, penso al valore aggiunto che deriva da Ravenna Festival”.

Concerto Ravenna Festival S.Apollinare

I 700 anni dalla morte di Dante. Il 2021 può essere già ora un attrattore turistico?
“Bisogna lavorare sul 2021 insieme al Governo e portare su Ravenna lo stesso richiamo che Dante ha per Firenze. Vanno promossi eventi che facciano di
Ravenna il fulcro delle celebrazioni”.

Una maggiore integrazione tra Cervia-Ravenna-Comacchio per quanto riguarda il Parco del Delta potrebbe essere una strada da seguire?
“Certamente. Stiamo parlando di tre Comuni del Parco del Delta, uno straordinario attrattore turistico che caratterizza la destinazione Romagna allargata all’area ferrarese.

Parco del Delta