Elsa Signorino, la cultura è in rete

Il ‘timone’ della cultura ravennate è stato affidato dal sindaco Michele de Pascale a Elsa Signorino.

Su quali linee si basa il mandato che ha ricevuto da De Pascale?
“I punti strategici, contenuti nel programma del sindaco, sono puntuali e delineano un forte investimento in ambito culturale. C’è una ferma volontà verso un’azione riformatrice a vario livello. Oggi non è più tempo di aggiungere iniziative su iniziative, ma occorre ripensare tutta la strategia, anche alla luce delle minori risorse disponibili in tempi di crisi economica e di revisione della spesa pubblica. Le parole d’ordine sono fare rete, integrazione, cooperazione sia per quanto riguarda le istituzioni culturali sia il mondo associativo. La rete è un grande moltiplicatore di risorse e creatività. Uno dei temi della riforma delle
convenzioni culturali sarà proprio la progettualità nel lavorare in rete senza nulla togliere all’autonomia progettuale delle singole associazioni. Una strada necessaria per non dispendere forze, idee, risorse”.

Un punto strategico?
“Sicuramente il riordino delle istituzioni culturali. Parliamo di istituzioni di valenza nazionale. Dobbiamo mettere a valore questa ricchezza, tenendo conto del vincolo delle risorse, come accennavo prima. Nei prossimi tre anni l’offerta si arricchirà di due nuovi musei. A Classe avremo un’eccellenza legata all’archeologia, ma anche al racconto della storia millenaria della città. Poi avremo il museo dedicato a Byron e al Risorgimento. Anche qui confido in un
effetto moltiplicatore che porti a generare nuovi flussi turistici. I musei oggi sono macchine complesse che spaziano dalle mostre alla didattica, dalla ricerca alla sperimentazione”.

Antico Porto e Museo si integreranno con la basilica di Sant’Apollinare in Classe?
“L’integrazione con la basilica è importante. E’ un bene che appartiene allo Stato, ma credo che collaborazioni scientifiche e gestionali siano possibili e
necessarie. Il ministro Franceschini è interessato a sistemi territoriali di gestione del nostro patrimonio incentrati sul dialogo fra diversi soggetti.
In questo Ravenna ha una straordinaria storia alle spalle, che può servire da esempio come laboratorio a livello nazionale”.

Parliamo del futuro del Mar?
“Ho avuto modo di dire anche in un recente convegno alla Confcommercio, che un museo non vive di sole mostre. Le mostre stanno in un quadro più
complessivo costituito dalle collezioni permanenti, quelle della Pinacoteca che stiamo risistemando, e le collezioni legate al mosaico.
Al Mar, però, si possono sperimentare altre forme d’arte, per esempio la fotografia. Ravenna ha dato i natali a grandi fotografi, che si sono affermati a
livello internazionale, e mi piacerebbe riallacciare rapporti con questi nostri talenti e valorizzarli anche qui. Ma il museo può essere un punto di riferimento
per il mosaico contemporaneo, nell’ambito di una rivisitazione del festival Ravenna Mosaico. Quindi, eventi espositivi ma non solo. Penso a eventi meno
frequenti ma di assoluta qualità”.

Museo Mar

Ravenna Festival viene indicato come un’eccellenza anche nella promozione della cultura e del turismo all’estero. Cosa ne pensa?
“Il Festival è un punto di eccellenza. Sta sempre più interagendo con la città. Penso, per esempio, alla collaborazione con Ravenna Teatro oppure alla Trilogia d’Autunno. Ravenna Festival ha una proiezione e un rilievo internazionali che possono solo fare bene a Ravenna ed essere da traino e stimolo anche per altri ambiti locali”.

Cultura come fattore di sviluppo turistico. È d’accordo?
“Credo che la produzione culturale prima di tutto debba essere un fattore di crescita della comunità, che così sa promuovere al meglio la propria città presso i turisti. E in questo senso dobbiamo sviluppare sempre più una vocazione internazionale, per attrarre turisti. Da questo punto di vista l’esperienza di Ravenna Festival è fondamentale”.

Dante 2021, quali programmi sono alle porte?
“Già oggi c’è molto fermento attorno a questo appuntamento. Stiamo preparando un’intesa con tutta la Romagna e con la Regione per presentarci al meglio al tavolo nazionale, dove si sta elaborando una legge per celebrare i tre centenari all’ordine del giorno nei prossimi anni: Leonardo, Raffaello e Dante. Noi abbiamo le carte in regola per giocare un ruolo decisivo verso il 2021, in stretta collaborazione con Firenze”.

Evento ai Chiostri Francescani