Eclettica Muky, ceramista in Faenza

Artista eclettica, piena di vita e curiosissima, Muky, nata a Trento nel 1926, oltre che alla ceramica e alla pittura, si è dedicata alla letteratura, pubblicando otto volumi.

È inoltre una instancabile promotrice culturale. A lei infatti si deve la creazione a Faenza della Loggetta del Trentanove (dal nome dello scultore che ha realizzato le quattro statue in stucco nelle nicchie del palazzo edificato dall’architetto Giuseppe Pistocchi), dove ha sede un raffinato e vivace cenacolo culturale, attivo fin dagli anni Sessanta, che ha contribuito notevolmente alla crescita culturale della città manfreda. Qui sono stati ospitati i nomi più importanti dell’arte, della letteratura, della fotografia,
della medicina, della critica d’arte, italiani e non: tutti hanno inciso una frase, la data dell’incontro e la loro firma su grandi piatti di ceramica bianca che ricoprono letteralmente le pareti (da César – scultore francese seguace della piena libertà creativa e caposcuola delle tendenze ‘materiche’ – a Ruggero Orlando, Bevilacqua, Biagi, Fontana, Galimberti ecc.).

Discendente da una famiglia di origine austriaca, nelle vene di Muky scorre il sangue della bisnonna pellerossa, sposa del bisnonno avventuriero andato
a combattere in America. Da Trento si trasferisce a Bolzano e in seguito a Roma, dove studia all’Accademia Tedesca di Villa Massimo: qui incontra gli
scultori Marino Mazzacurati e Leonardo Leoncillo e il pittore Renato Guttuso.

Muky si schiera per l’Informale romano, con cui espone in molte rassegne. Dopo un soggiorno a Innsbruck nel biennio 1953-1954, dove applica la tecnica del “riflesso” e crea sculture in ceramica, frequenta nel 1955 a Faenza un corso di specializzazione presso l’Istituto Statale d’Arte. Qui studia il bianco, che ama molto. Come il nero, che resterà il colore della sua vita. (“Mi attraggono la luce e l’ombra, la vita e la morte”). Dalla metà degli anni Cinquanta inizia a operare nello studio ceramico dell’artista Domenico Matteucci, maestro prima e  compagno di vita poi.

Arricchisce con nuove e moderne macchine, frutto delle ultime tecnologie, quello studio ormai obsoleto, che da allora prenderà il nome di “Muky-Matteucci”. Dopo svariate mostre e tanti premi prestigiosi in Italia e all’estero, si dedica ancora oggi alla creazione di installazioni multimateriche, nelle quali la ceramica ha sempre un ruolo centrale.

È un’artista di fine sensibilità e di pregevole qualità morale e civile. Testimone dolente del nostro tempo, ha donato alcuni anni fa una collezione di sedici
Presepi e una Madonna alla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto, voluta dal sacerdote roveretano don Antonio Rossaro all’indomani della Grande Guerra come simbolo imperituro di condanna del conflitto.

Sud Marocco 1999 – “Aiutami – strillo fra i crisantemi”

I «Presepi contro…» di Muky strappano la Natività all’intimità della grotta di Betlemme per trasferirla negli aspri scenari delle guerre più recenti: Cambogia, Kuwait, Sud Marocco, Israele, Somalia, Bosnia, Sarajevo, Palestina, Medio Oriente, Afghanistan, Iraq. Al centro è sempre Gesù Bambino, il Salvatore dell’uomo, che viene al mondo nella vastità di una tragedia che sembra non aver mai fine. Una scelta artistica per non dimenticare e per far riflettere contro le tragedie della storia che si ripetono e si moltiplicano. Scrive Alberto Robol in una nota: « La simbologia usata comunicata e quindi scelta dall’artista, è quanto mai essenziale e chiara: si alza forte e ammonitorio il grido contro le tragedie della storia, che si ripetono e si dilatano… è il ripudio della guerra come momento di soluzione dei problemi”.

Domenica 9 ottobre 2016, al Mic, Faenza l’ha festeggiata: l’’Associazione “DcomeDesign”, la cui missione è la valorizzazione della creatività femminile, e che l’ha nominata anni fa socia onoraria, è stata promotrice di questo incontro, che il MIC ha voluto ospitare, e al quale hanno dato il patrocinio la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Ravenna, il Comune di Faenza, l’AiCC (Associazione Italiana Città della Ceramica), il MIC di Faenza, l’Associazione Amici della Ceramica e del Mic e l’ISIA di Faenza.

“Presepi contro…” – Catalogo edito dalla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto, 2004)

E Muky ha annunciato la donazione delle case dei tre architetti faentini che abita (la Loggetta del Trentanove del Pistocchi, la casa del Tomba e la rotonda del Galli) alla comunità, per consacrarli a Residenze artistiche, a ricordo dei ceramisti Muky e Matteucci. “Anche il mio compagno Domenico Matteucci, un uomo eccezionale, avrebbe accettato questa mia volontà. Sono case che ho amato, andranno al Mic e al Comune perché ne facciano un luogo dedicato ad artisti stranieri, con la pelle di qualsiasi colore».

 

2001 Attacco su New York e Washington 11.09.2001
“Nel ventre di
Manhattan mille cuori
morti fumano ancora.
Bombardieri americani
partono.
Terroristi si rintanano
sulle alture.
Inviano buste affrancate
con spore candide che
dilaniano i polmoni.
Trema il Creato”.

 

di Maria Elisabetta Ghiselli
Ufficio Promozione economica CCIAA Ravenna